Piano nazionale economia sociale: cosa cambia per gli ETS
Il Piano nazionale economia sociale è la nuova strategia con cui il Governo intende mettere cooperative sociali, enti del terzo settore, mutue e associazioni sportive al centro delle politiche pubbliche per crescita, inclusione e coesione. Approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 2 luglio 2026, definisce una visione di lungo periodo per il decennio 2025-2035.
Piano nazionale economia sociale: cosa prevede
Il Piano nazionale economia sociale recepisce la Raccomandazione europea del novembre 2023 e riconosce la cooperazione sociale come infrastruttura del welfare e dello sviluppo locale. Include cooperative, ETS, associazioni sportive dilettantistiche, enti religiosi civilmente riconosciuti e fondazioni bancarie, con l’obiettivo di identificare con più chiarezza chi fa parte dell’economia sociale e costruire politiche pubbliche dedicate, anche attraverso strumenti fiscali, finanziari e amministrativi.
Un percorso, non misure immediate
È bene chiarire un punto: il Piano non introduce misure operative immediate né nuove agevolazioni. Serve a definire la direzione lungo cui le politiche per l’economia sociale dovranno svilupparsi negli anni. È il frutto di una consultazione pubblica avviata sul sito del MEF a ottobre 2025 e chiusa a metà novembre, che ha raccolto circa un centinaio di contributi da enti, associazioni e realtà territoriali.
Perché interessa cooperative ed enti del sociale
Per chi opera nel sociale, il Piano è un segnale di riconoscimento istituzionale e apre una fase in cui conteranno dati, trasparenza e capacità di misurare l’impatto. Attrezzarsi per rendicontare in modo solido le proprie attività sarà sempre più importante: con le funzioni di iSisto gli enti possono digitalizzare la gestione dei servizi e documentare le prestazioni erogate.
Punti chiave
- Il Piano è stato avviato dal Consiglio dei ministri il 2 luglio 2026, con orizzonte 2025-2035.
- Riconosce cooperative sociali ed ETS come infrastruttura del welfare.
- Include anche sport dilettantistico, enti religiosi e fondazioni bancarie.
- Non introduce misure operative immediate: definisce una direzione strategica.
- Nasce da una consultazione pubblica (ottobre-novembre 2025) sul sito del MEF.
Domande frequenti
Che cos’è il Piano nazionale per l’economia sociale?
È una strategia di lungo periodo (2025-2035) con cui il Governo intende sostenere cooperative, ETS, sport dilettantistico ed enti dell’economia sociale, definendo politiche pubbliche dedicate anche sul piano fiscale e finanziario.
Introduce nuovi contributi o agevolazioni?
No: nella sua fase attuale il Piano non prevede misure operative immediate né nuove agevolazioni. Indica la direzione lungo cui le politiche per il settore si svilupperanno nei prossimi anni.
Quali enti riguarda?
Cooperative e mutue, enti del terzo settore, associazioni sportive dilettantistiche, enti religiosi civilmente riconosciuti e fondazioni bancarie.
Fonti
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