Polizza Catastrofale 2026: obbligo, coperture, impatto su cooperative sociali e accesso ai finanziamenti

Polizza catastrofale 2026

 

Con l’inizio del 2026 la polizza catastrofale è divenuta obbligatoria per tutti i soggetti iscritti al Registro delle Imprese, incluse cooperative sociali ed enti del Terzo Settore che svolgono attività economica organizzata.

Introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023), questa misura non va letta solo come un adempimento normativo, ma come uno strumento di tutela della continuità operativa. Per le cooperative che operano nell’assistenza domiciliare, nei servizi socio-sanitari e nell’inclusione sociale, garantire la stabilità delle strutture e dei mezzi significa assicurare la continuità dei servizi alle persone e ai territori.

La polizza catastrofale è inoltre diventata un requisito rilevante per l’accesso ai finanziamenti pubblici: in sua assenza, molte opportunità di contributo risultano oggi precluse o fortemente penalizzate.

 

Soggetti obbligati

L’obbligo non distingue tra soggetti profit e non profit, ma interessa tutte le imprese (comprese quelle estere) con stabile organizzazione in Italia, iscritte al Registro delle Imprese, incluse le società semplici.
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Sono quindi tenuti alla stipula dell’assicurazione:

  • Cooperative sociali di tipo A e B, iscritte al Registro delle Imprese;

  • Imprese sociali, in quanto soggetti che svolgono attività economica;

  • Società sportive dilettantistiche (SSD) costituite in forma societaria;

  • Enti del Terzo Settore con attività commerciale prevalente, se iscritti al Registro delle Imprese.

Sono invece esclusi dall’obbligo:

  • gli enti iscritti esclusivamente al REA;

  • le imprese agricole.

Per molte cooperative sociali, questo adempimento riguarda direttamente sedi operative, uffici amministrativi, centri di servizio e strutture utilizzate quotidianamente per l’erogazione delle attività.

Cosa copre la polizza catastrofale

La normativa, facendo riferimento all’art. 2424 del Codice Civile, prevede la copertura di beni considerati essenziali per l’operatività dell’ente:

  • Fabbricati: sedi legali e operative, centri diurni, strutture residenziali;

  • Impianti e macchinari: inclusi impianti tecnologici e attrezzature utilizzate nei servizi;

  • Terreni e attrezzature industriali o commerciali.

Gli eventi che devono essere coperti comprendono:

  • sismi;

  • alluvioni;

  • frane;

  • inondazioni;

  • esondazioni.

La copertura è estesa a tutti i soggetti che hanno la disponibilità dei beni utilizzati nell’attività d’impresa (proprietario, inquilino, ecc.). Le merci depositate risultano invece espressamente escluse dall’obbligo assicurativo.

Scadenze: obbligo pienamente operativo dal 2026

I termini di adeguamento sono ormai conclusi per tutte le categorie di imprese e dal 1° gennaio 2026 la polizza catastrofale diventa un requisito operativo per tutti i soggetti obbligati, comprese cooperative sociali ed enti del Terzo Settore iscritti al Registro delle Imprese.

Le conseguenze della mancata stipula

La normativa non introduce sanzioni economiche dirette, ma prevede effetti indiretti che possono incidere in modo significativo sulla gestione e sulle prospettive di sviluppo dell’ente:

  1. Limitazioni nell’accesso ai bandi del MIMIT, inclusi strumenti come Smart & Start, Contratti di Sviluppo e misure per l’economia sociale;

  2. Inammissibilità o penalizzazione nell’assegnazione di contributi pubblici, poiché l’amministrazione è tenuta a considerare l’inadempimento nella valutazione delle domande;

  3. Responsabilità degli amministratori, in quanto la mancata tutela del patrimonio può configurare una carenza nella diligente gestione dell’ente.

Per le cooperative che operano in convenzione con enti pubblici o gestiscono servizi essenziali, questi aspetti incidono direttamente su governance, programmazione e sostenibilità organizzativa.

Adeguarsi oggi per tutelare servizi e organizzazione

L’adeguamento alla polizza catastrofale rappresenta oggi una condizione necessaria per proteggere il patrimonio e assicurare la ripresa economica a seguito dell’evento catastrofale, garantire la continuità dei servizi e non compromettere l’accesso a future opportunità di finanziamento.

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