13 Luglio 2026 in Guide

Cos’è l’ADI e come funziona l’assistenza domiciliare integrata

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Quando una persona fragile o non autosufficiente ha bisogno di cure continuative, non sempre l’ospedale o la struttura sono la risposta migliore. Spesso la soluzione più efficace — e più umana — è portare l’assistenza a casa. È questo il cuore dell’ADI, l’Assistenza Domiciliare Integrata. In questa guida spieghiamo cos’è, chi la eroga e come funziona il percorso, passo dopo passo.

Cos’è l’ADI: significato

L’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) è l’insieme di cure sanitarie e prestazioni socio-assistenziali erogate direttamente al domicilio della persona. La parola chiave è “integrata”: mette insieme figure e competenze diverse — mediche, infermieristiche, riabilitative e assistenziali — che lavorano in modo coordinato attorno alla stessa persona.

L’ADI si rivolge tipicamente a persone anziane, con patologie croniche, in dimissione protetta dall’ospedale o in condizioni di non autosufficienza.

ADI e SAD: che differenza c’è

L’ADI ha natura socio-sanitaria e fa capo all’ASL. Il SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare) ha natura sociale e fa capo al Comune: si occupa di aiuto nelle attività quotidiane (igiene della persona, pasti, gestione della casa). Sulla stessa persona i due servizi possono coesistere e integrarsi.

Chi eroga l’ADI

La regia dell’ADI è dell’ASL, attraverso i distretti socio-sanitari, in collaborazione con i Comuni e con gli enti erogatori accreditati — tra cui molte cooperative sociali. Attorno alla persona si costruisce un’équipe multidisciplinare che può comprendere:

  • il medico di medicina generale e i medici specialisti;
  • gli infermieri;
  • gli operatori socio-sanitari (OSS);
  • i fisioterapisti e altri professionisti della riabilitazione;
  • l’assistente sociale, per il raccordo con i servizi del territorio.

Come funziona l’ADI: il percorso passo dopo passo

  1. Segnalazione e richiesta. Il bisogno emerge dal medico di base, dall’ospedale (dimissione protetta) o dai servizi sociali.
  2. Valutazione. Un’Unità di Valutazione Multidimensionale analizza le condizioni sanitarie e sociali per definire l’intensità delle cure.
  3. PAI — Piano di Assistenza Individuale. Si definisce il piano personalizzato: quali prestazioni, con quale frequenza, con quali obiettivi e figure coinvolte.
  4. Erogazione. Gli operatori raggiungono il domicilio secondo il calendario concordato e documentano ogni intervento.
  5. Monitoraggio e rivalutazione. Il piano viene aggiornato in base all’evoluzione delle condizioni della persona.
  6. Chiusura o rimodulazione. Al raggiungimento degli obiettivi il percorso si conclude o si adatta ai nuovi bisogni.

Il PAI: il cuore dell’assistenza domiciliare

Il Piano di Assistenza Individuale (PAI) è il documento che tiene insieme tutto il percorso: definisce chi fa cosa, quando e con quale obiettivo. Un PAI ben gestito garantisce continuità, evita sovrapposizioni e permette a tutta l’équipe di lavorare con le stesse informazioni. È anche la base su cui poggia la rendicontazione verso l’ente.

Come un gestionale semplifica l’ADI

Coordinare più figure, più accessi e più documenti a mano è complesso e soggetto a errori. Un software dedicato come iSisto tiene insieme calendario, PAI, cartella dell’assistito e rendicontazione in un’unica piattaforma cloud, con un’app per gli operatori sul territorio. Il risultato: più tempo per la cura, meno tempo per la burocrazia.

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Domande frequenti

Cosa significa ADI?

ADI è l’acronimo di Assistenza Domiciliare Integrata: cure sanitarie e socio-assistenziali erogate a casa della persona, integrando figure e servizi diversi.

Chi ha diritto all’ADI?

Le persone non autosufficienti o fragili, spesso anziane o con patologie croniche, che necessitano di cure continuative a domicilio, su valutazione dei servizi competenti.

Chi eroga l’ADI?

L’ASL tramite i distretti, in collaborazione con i Comuni e con enti erogatori come le cooperative sociali, con un’équipe multidisciplinare.

Che differenza c’è tra ADI e SAD?

L’ADI è socio-sanitaria e fa capo all’ASL; il SAD è sociale e fa capo al Comune. Spesso si integrano sulla stessa persona.