Piano nazionale anziani non autosufficienti 2026: cosa cambia
Risposta diretta. Il Piano nazionale anziani non autosufficienti è stato adottato con il DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2026 e programma le risorse del Fondo per la Non Autosufficienza per il triennio 2025-2027. La novità principale è un riparto tra le Regioni basato sui bisogni reali, non più sulla sola popolazione residente. Per enti e cooperative significa più risorse dove i bisogni sono maggiori, ma il quadro consolida l’esistente più che riformarlo.
Il Piano definisce la programmazione pluriennale del Fondo per la Non Autosufficienza (FNA): circa 982 milioni di euro nel 2025, 934 milioni nel 2026 e 1,108 miliardi nel 2027. Le risorse sono destinate ai servizi di assistenza domiciliare e alla vita indipendente e vengono trasferite alle Regioni, che le traducono in misure e sostegni per gli anziani e i caregiver familiari.
Cosa cambia con il Piano nazionale anziani non autosufficienti
Il punto più apprezzato riguarda i nuovi criteri di distribuzione del Fondo. Superando il vecchio sistema basato in larga parte sulla popolazione residente, le risorse ora seguono indicatori più allineati ai bisogni: popolazione over 75, titolari di indennità di accompagnamento e persone con disabilità grave. È un cambio di logica che avvicina i fondi a chi ne ha davvero necessità.
I nodi che restano aperti
Diverse realtà del Terzo Settore osservano che il Piano consolida il sistema più che riformarlo: l’assistenza resta frammentata, i servizi territoriali a sostegno delle famiglie sono ancora pochi e le risorse strutturali insufficienti. Inoltre la valutazione multidimensionale unificata parte solo in via sperimentale dal 1° gennaio 2027 e sarà operativa su tutto il territorio dal 2028. Per cooperative ed enti è il momento giusto per dotarsi di strumenti che pianifichino gli accessi, tracciano le prestazioni e rendicontino i fondi in modo trasparente, come un gestionale dedicato all’assistenza domiciliare.
Punti chiave
- Il Piano nazionale anziani non autosufficienti è stato adottato con DPCM in Gazzetta il 12 giugno 2026.
- Programma il FNA per il triennio 2025-2027: 982 mln (2025), 934 mln (2026), 1,108 mld (2027).
- Nuovi criteri di riparto: over 75, titolari di indennità di accompagnamento, disabilità grave.
- La valutazione multidimensionale unificata è sperimentale dal 2027, operativa dal 2028.
- Per gli enti: anno utile per rafforzare pianificazione, tracciamento e rendicontazione digitale.
Domande frequenti
Che cos’è il Piano nazionale anziani non autosufficienti?
È l’atto di programmazione pluriennale che definisce come ripartire il Fondo per la Non Autosufficienza tra le Regioni, adottato con DPCM del 12 giugno 2026 per il triennio 2025-2027.
Come vengono distribuite le risorse alle Regioni?
Con nuovi criteri legati ai bisogni reali: popolazione over 75, titolari di indennità di accompagnamento e persone con disabilità grave, superando il riparto basato sulla sola popolazione residente.
Cosa devono fare cooperative ed enti nel 2026?
Prepararsi alla nuova programmazione rafforzando pianificazione degli accessi, tracciamento delle prestazioni e rendicontazione digitale trasparente, nel pieno rispetto del GDPR.
Approfondimenti
Scopri come un gestionale può supportare l’assistenza domiciliare tra le funzioni di iSisto oppure richiedi una demo al nostro team.